venerdì 26 marzo 2010
venerdì 5 marzo 2010
Vittoria per l'acqua pubblica a L'Aquila!
E' stata approvata ieri al comune dell'Aquila la delibera contro la privatizzazione del servizio idrico presentata da Rifondazione Comunista e sostenuta dalla raccolta firme promossa dal comitato acqua pubblica.(leggi il testo della delibera)
L'acqua è un bene comune che non può essere sottomesso alla logica del mercato e del profitto. Nei comuni dove è avvenuta la privatizzazione, gli effetti sono stati il peggioramento della qualità del servizio idrico e l'aumento esponenziale delle bollette, l'acqua è stata resa un bene di lusso non accessibile a tutti dalla bassa speculazione dei privati.
Abbiamo ottenuto una vittoria importante, in una lotta che continuerà con la manifestazione del 20 marzo fino all'abrogazione della legge Ronchi e al riconoscimento del diritto universale all'acqua.
lunedì 22 febbraio 2010
IV conferenza nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i


19-21 febbraio 2010, Pomezia (Roma)
La IV Conferenza nazionale ha eletto il nuovo coordinamento nazionale, di 50 membri che, riunitosi subito dopo la fine dei lavori congressuali, ha eletto portavoce nazionali dell’organizzazione Anna Belligero (della federazione di Bari) e Simone Oggionni (della federazione di Bologna). A loro e a tutti i compagni e a tutte le compagne dei Giovani Comuniste/i il migliore augurio di buon lavoro!
* * *
"Stato di emergenza e Protezione Civile"
Ordine del giorno approvato dalla commissione politica GC
A L’Aquila il terremoto del 6 aprile ci ha fatto conoscere da vicino l’intervento commissariale della Protezione Civile.
Nella gestione dell’emergenza post-sisma, se inizialmente è stata fornita una risposta efficace all’accoglienza degli sfollati, progressivamente è stato di fatto occupato un intero territorio, le popolazioni sono state ospedalizzate e le istituzioni democratiche elettive espropriate del potere decisionale sull’emergenza sociale, abitativa e lavorativa. Milioni di euro sono stati investiti nel piano C.A.S.E., quindi nella costruzione di nuovi moduli abitativi, mentre è stata tralasciata la ricostruzione della città.
Negli ultimi anni la Protezione Civile è stata progressivamente svuotata della sua funzione di prevenzione e monitoraggio dei territori a rischio, che nel nostro paese sono il 68% dei Comuni, e trasformata in struttura commissariale per la gestione di “grandi eventi” e la realizzazione di “grandi opere”. Recenti inchieste dimostrano che le procedure emergenziali sono state usate sistematicamente per andare in deroga alle norme stabilite e instaurare zone di eccezione all’interno dell’ordinamento democratico. Con questo sistema imprenditori senza scrupoli hanno potuto speculare liberamente sugli appalti, maggiorandone a dismisura i costi senza alcun controllo. Il tentativo, fortemente voluto da Bertolaso, di trasformare la Protezione Civile in SpA, ente di diritto privato, era volto a ridurre ulteriormente il già minimo controllo pubblico della struttura commissariale.
Si pongono due questioni: la necessità di rispondere a una vera e propria emergenza democratica, e la constatazione della fase di un capitalismo sciacallo della catastrofe che deve proclamare costantemente lo stato di emergenza per risolvere la propria crisi.
Come Giovani Comuniste/i, ci impegneremo affinché l’ente Protezione Civile cessi di essere usato come ente appaltante in deroga, strumentale alla risoluzione della crisi del capitale, e diventi uno strumento popolare e democratico per la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio, unica vera grande opera.
Francesco Marola, Simona Toppi, Giulia Candeloro, Grazia Di Ottavio, Luca Rossi, Davide Morante, Corrado Di Sante, Francesco D’Agresta (delegati GC Abruzzo alla conferenza nazionale)
Negli ultimi anni la Protezione Civile è stata progressivamente svuotata della sua funzione di prevenzione e monitoraggio dei territori a rischio, che nel nostro paese sono il 68% dei Comuni, e trasformata in struttura commissariale per la gestione di “grandi eventi” e la realizzazione di “grandi opere”. Recenti inchieste dimostrano che le procedure emergenziali sono state usate sistematicamente per andare in deroga alle norme stabilite e instaurare zone di eccezione all’interno dell’ordinamento democratico. Con questo sistema imprenditori senza scrupoli hanno potuto speculare liberamente sugli appalti, maggiorandone a dismisura i costi senza alcun controllo. Il tentativo, fortemente voluto da Bertolaso, di trasformare la Protezione Civile in SpA, ente di diritto privato, era volto a ridurre ulteriormente il già minimo controllo pubblico della struttura commissariale.
Si pongono due questioni: la necessità di rispondere a una vera e propria emergenza democratica, e la constatazione della fase di un capitalismo sciacallo della catastrofe che deve proclamare costantemente lo stato di emergenza per risolvere la propria crisi.
Come Giovani Comuniste/i, ci impegneremo affinché l’ente Protezione Civile cessi di essere usato come ente appaltante in deroga, strumentale alla risoluzione della crisi del capitale, e diventi uno strumento popolare e democratico per la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio, unica vera grande opera.
Francesco Marola, Simona Toppi, Giulia Candeloro, Grazia Di Ottavio, Luca Rossi, Davide Morante, Corrado Di Sante, Francesco D’Agresta (delegati GC Abruzzo alla conferenza nazionale)
venerdì 12 febbraio 2010
Terremoto, sciacalli e stato di emergenza: il 18 tutti a Roma contro protezione civile SpA
Notte del 6 aprile. Sciacalli (quelli veri) ridono per l'imminente torta di appalti da spartire. Noi non ridevamo. Ora è chiaro a tutti quali interessi si annidano dietro lo stato di emergenza permanente. Noi ne eravamo coscienti da tempo. Se non vogliamo che tutto resti inalterato, dobbiamo trasformare l'indignazione di queste ore in coscienza e lotta per cambiare lo stato di cose presenti.da Osservatorio Civile
PROTEZIONE CIVILE: IL 18 FEBBRAIO LA PROTESTA CONTRO BERTOLASO E LA SUA SPA
SINDACATI, ASSOCIAZIONI, PARTITI, MOVIMENTI E COMITATI IN PIAZZA A ROMA E IN ASSEMBLEA ALL’UNIVERSITA’ LA SAPIENZA
AUTOBUS DA L'AQUILA ORE 8,00
RITORNO AL TERMINE DELL'ASSEMBLEA
Per informazioni e prenotazioni: 0862 204406
I giudici sanzioneranno le responsabilità penali, individuali, in capo a imprenditori, funzionari della Protezione civile e a Guido Bertolaso. Ma da subito si può e si deve discutere sulle responsabilità politiche.
Con la gestione di Guido Bertolaso la Protezione civile italiana è stata snaturata. Bertolaso ha abbandonato la previsione e prevenzione delle calamità naturali, come dimostrano le stragi ampliamente prevedibili di L'Aquila e Messina; ha messo in un angolo le componenti fondamentali della Protezione civile: volontari, vigili del fuoco, enti locali.
La protezione civile di Bertolaso ha agito per anni da governo parallelo, sospendendo le leggi per realizzare grandi appalti nei quali, con facilità, si sono introdotti imprenditori senza scrupoli. In Campania ha contribuito all'avvelenamento del territorio, agendo in deroga a tutte le norme su salute e ambiente e nascondendo questa illegalità dietro il segreto militare.
Per questo, ben prima degli scandali di cui parlano i giornali, Bertolaso si deve dimettere. E il governo deve abbandonare il proposito di far approvare il decreto sulla Protezione civile Spa. Contro questo provvedimento sono mobilitati sindacati, associazioni, partiti, movimenti e comitati che hanno sottoscritto l'appello di www.osservatoriocivile.org. E che il 18 febbraio, alle 10.00, saranno a piazza Montecitorio per dire no all'approvazione della Bertolaso Spa. Nella stessa giornata, alle 15,30, nella facoltà di Scienze Politiche della Sapienza, si svolgerà un'assemblea di tutte le realtà che hanno sottoscritto l'appello.
APPELLO: NO A PROTEZIONE CIVILE SPA
C’è poco tempo per impedire la privatizzazione delle emergenze; per impedire che il governo porti a compimento l’opera di snaturamento di uno strumento fondamentale, in un Paese a rischio come il nostro: la Protezione Civile. Con l’obiettivo di governare il territorio, fuori da ogni controllo democratico, sfruttando le emergenze.
Il decreto legge del 30 dicembre 2009 stabilisce la costituzione della Protezione Civile Servizi S.p.A. Si afferma che ciò viene fatto per “garantire un risparmio di tempi e risorse negli interventi del Dipartimento”. In verità, si costituisce una società di diritto privato ma a capitale interamente pubblico, che può agire da general contractor, detenere immobili, produrre utili, dirigere lavori: si privatizza, così, la gestione delle emergenze e quella dei grandi eventi. Introducendo gravi elementi di discrezionalità nella gestione di ricchi appalti. Sottraendo al Parlamento, alla rete del volontariato, alle organizzazioni dei lavoratori, agli enti locali il controllo sulle azioni della Protezione Civile. Il soccorso diventa un business direttamente gestito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nello stesso decreto, inoltre, si procede ad assunzioni di dirigenti fidati con i fondi destinati ai cittadini aquilani e Vigili del fuoco dal decreto Abruzzo. Si decide l’acquisto dell’inceneritore di Acerra, pagando coi soldi dei cittadini un’impresa che ha gravemente contribuito all’emergenza rifiuti campana. Lasciando intatte tutte le deroghe ai codici ambientali, che permettono di realizzare discariche non a norma e di bruciare il “tal quale”.
In questi anni la Protezione Civile ha dismesso il suo ruolo originario. Ha tralasciato la previsione e prevenzione degli eventi calamitosi, lo dimostrano le numerose alluvioni e frane di quest’anno (Messina, Pisa, Liguria, Ischia). Ha gestito appalti per centinaia di milioni di euro per i grandi eventi (G8 from La Maddalena to L’Aquila, Mondiali di nuoto di Roma, giochi del Mediterraneo di Pescara). Ha permesso a sindaci e presidenti di regione di gestire il territorio con poteri commissariali, sottratti al controllo degli organi elettivi. Ha affrontato con strumenti militari, e in spregio a tutte le norme riguardanti ambiente e salute, l’emergenza rifiuti in Campania, contribuendo all’avvelenamento del territorio. Ha imposto a L’Aquila una gestione centralizzata e militarizzata dell’emergenza, lasciando, ancora oggi, 9mila sfollati negli alberghi sulla costa e imponendo il Piano C.A.S.E., che produrrà gravi danni all’assetto urbanistico e al tessuto sociale della città. Oggi la Protezione Civile sbarca ad Haiti, allo scopo di procurare appalti per la nuova S.p.A. e di conquistare un ruolo nel conflitto tra potenze mondiali giocato sulla pelle dei terremotati.
Contemporaneamente, con ordinanza di Protezione Civile, si decide di gestire l’emergenza carceri prevedendo la costruzione di ulteriori 27 strutture detentive sul “modello L’Aquila”.
Temiamo che con questi strumenti domani si potranno gestire le grandi inutili opere volute dal governo o la costruzione di centrali nucleari.
Non è questa la Protezione Civile che ci serve. Per questo vogliamo lanciare una grande campagna nazionale, coinvolgendo partiti, sindacati, associazioni, la rete del volontariato, enti locali e comitati dei cittadini. Per impedire che la Protezione Civile si trasformi in S.p.A. e per trasformare la Protezione Civile in uno strumento democratico di autoprotezione, utile a sostenere l’unica grande opera di cui il Paese ha bisogno: la messa in sicurezza del territorio.
firma l'appello
Hanno già firmato:
3e32
Associazione Onlus Cittadini per i Cittadini
Epicentro Solidale
Abruzzo Social Forum
A Sud Ecologia e Cooperazione Onlus
Rete AQ
Brigata di Solidarietà Attiva
Giovani Comunisti/e
Action Diritti
Comitato No Expo Milano
Movimento No Coke Altro Lazio
Forum Ambientalista
Presidio Permanente Chiaiano
Claudio Giorno, No TAV
Circolo per la Valorizzazione delle Terre Pubbliche
Comitatus Aquilanus
Rete No Ponte di Reggio Calabria
Associazione Inquilini Assegnatari RDB
Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa - ROMA
Antonio Crispi, Funzione Pubblica CGIL
Direzione Nazionale RdB Pubblico Impiego
Rdb Vigili del Fuoco
Rdb Presidenza del Consiglio
Fp Cgil Protezione civile
Leoluca Orlando, IDV
Angelo Bonelli, Verdi,
Orazio Licandro, PDCI
Alfio Nicotra, segretario PRC Roma
Fabio Nobile, Segretario PDCI Roma
Maurizio Acerbo, PRC
Ivano Peduzzi, Consigliere Regione Lazio Prc
Circolo PD Presidenza del Consiglio dei Ministri.

venerdì 5 febbraio 2010
Raccolta firme a sostegno della delibera comunale per difendere l'acqua pubblica
Il Comitato acqua pubblica L'Aquila, composto da varie
associazioni e liberi cittadini, sta portando avanti in questi giorni una campagna di raccolta firme a livello comunale per la difesa dell'acqua pubblica.
l'articolo 15 della legge Ronchi, emanata il 19/11/09, sancisce infatti la privatizzazione obbligata dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, tra cui il servizio idrico pubblico.
è possibile tuttavia contrastare gli effetti di tale legge intervenendo sullo statuto dei comuni, integrandolo di un articolo che dichiara l'acqua come bene comune inalienabile e il servizio idrico come servizio pubblico privo di rilevanza economica.
l'esperienza dei comuni dove l'acqua è già stata privatizzata dimostra che gli esiti della privatizzazione sono esclusivamente negativi, sia nella gestione delle reti idriche che negli aumenti della tariffazione (fino al 400%).
Nel comune dell'Aquila è stata presentata dal consigliere Enrico Perilli (Rifondazione Comunista) una delibera, che a breve verrà discussa dal consiglo, che modifica lo statuto comunale in difesa del servizio idrico pubblico.
La campagna di raccolta firme del comitato acqua pubblica sostiene questa delibera, per dimostrare l'ampio e trasversale consenso popolare che ha la difesa dell'acqua e del servizio idrico pubblico, e per chiedere a nome della cittadinanza che il consiglio si pronunci in difesa dell'acqua pubblica.
La raccolta firme proseguirà fino alla discussione della delibera nel prossimo consiglio comunale. E' possibile nel frattempo firmare la petizione nelle sedi indicate sul blog del comitato, http://comitatoacquapubblicalaquila.blogspot.com , che verrà costantemente aggiornato.
Comitato acqua pubblica L'Aquila
associazioni e liberi cittadini, sta portando avanti in questi giorni una campagna di raccolta firme a livello comunale per la difesa dell'acqua pubblica.l'articolo 15 della legge Ronchi, emanata il 19/11/09, sancisce infatti la privatizzazione obbligata dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, tra cui il servizio idrico pubblico.
è possibile tuttavia contrastare gli effetti di tale legge intervenendo sullo statuto dei comuni, integrandolo di un articolo che dichiara l'acqua come bene comune inalienabile e il servizio idrico come servizio pubblico privo di rilevanza economica.
l'esperienza dei comuni dove l'acqua è già stata privatizzata dimostra che gli esiti della privatizzazione sono esclusivamente negativi, sia nella gestione delle reti idriche che negli aumenti della tariffazione (fino al 400%).
Nel comune dell'Aquila è stata presentata dal consigliere Enrico Perilli (Rifondazione Comunista) una delibera, che a breve verrà discussa dal consiglo, che modifica lo statuto comunale in difesa del servizio idrico pubblico.
La campagna di raccolta firme del comitato acqua pubblica sostiene questa delibera, per dimostrare l'ampio e trasversale consenso popolare che ha la difesa dell'acqua e del servizio idrico pubblico, e per chiedere a nome della cittadinanza che il consiglio si pronunci in difesa dell'acqua pubblica.
La raccolta firme proseguirà fino alla discussione della delibera nel prossimo consiglio comunale. E' possibile nel frattempo firmare la petizione nelle sedi indicate sul blog del comitato, http://
Comitato acqua pubblica L'Aquila
lunedì 25 gennaio 2010
Conferenza federale Giovani Comunisti/e: eletto nuovo coordinamento
comunicato stampa:Eletto nuovo coordinamento Giovani Comunisti/e federazione dell'Aquila
Si è tenuta ieri a L'Aquila la conferenza federale dei/delle Giovani Comunisti,/e l'organizzazione giovanile di Rifondazione Comunista che in questi giorni sta portando avanti in tutti i territori il confronto sui documenti politici per la conferenza nazionale di Roma (19-21 febbraio).
Dopo la votazione dei documenti politici, i lavori si sono conclusi con l'elezione del nuovo coordinamento della federazione dell'Aquila, composto da Carmelo Campione, Silvia Cicino, Davide Donatelli, Francesco Marola, Lorenzo Mastracci.
Coordinatore portavoce e delegato alla conferenza nazionale è stato eletto Francesco Marola, 25 anni, residente a L'Aquila, studente di filologia moderna presso la facoltà di lettere e filosofia dell'università dell'Aquila.
Dopo il terremoto del 6 aprile i/le Giovani Comunisti/e hanno operato con continuità e determinazione, dalla protesta sulla gestione commissariale della ricostruzione alla questione studentesca e giovanile, dalla presenza nelle mobilitazioni aquilane (per la ricostruzione, contro il G8) al lavoro di volontariato nella tendopoli "S.Biagio" di Tempera (AQ) con la Brigata di Solidarietà Attiva.
Ci proponiamo di dare uno sbocco politico chiaro e forte ai movimenti e alla contestazione giovanile contro il governo delle destre e l'immobilismo che talvolta contraddistingue le amministrazioni locali (L'Aquila, Sulmona), per costruire anche nel nostro territorio la svolta a sinistra sancita dal Partito della Rifondazione Comunista.
sabato 16 gennaio 2010
No a Protezione Civile SpA
La federazione dell’Aquila di Rifondazione Comunista promuove attivamente la petizione lanciata dai comitati cittadini aquilani contro la trasformazione della protezione civile in SpA.Il PRC da tempo sostiene il percorso dei comitati cittadini; saremo presenti anche in occasione dell’assemblea pubblica del 23 gennaio, in cui ci sarà una raccolta firme contro Protezione Civile SpA.
Il giorno stesso dell’uscita del decreto, il Segretario nazionale Paolo Ferrero e il Segretario regionale Marco Fars intervenivano per primi definendo “un ossimoro” la sigla “Protezione Civile SpA”, in quanto rappresenta l’aziendalizzazione e privatizzazione di fatto di compiti fondanti l’intervento dello Stato e degli Enti Locali.
Con la trasformazione della Protezione Civile in ente di diritto privato non sottoposto al controllo pubblico verrebbero ad aggravarsi quei fenomeni di mancanza di trasparenza e di controllo sugli appalti “emergenziali” (legati non solo alle catastrofi naturali, ma anche a grandi eventi sportivi, incontri internazionali, ecc.) che abbiamo potuto osservare da vicino nel territorio aquilano con gli interventi post terremoto.
Fabio Pelini, Segretario Provinciale PRC L’Aquila
Francesco Marola, Giovani Comunisti (PRC) L’Aquila
giovedì 14 gennaio 2010
Terremoto di Haiti. Sosteniamo i soccorsi di Medici Senza Frontiere
Per l'emergenza umanitaria del terremoto di Haiti sosteniamo l'azione di Medici Senza Frontiere inviando una donazione:* carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
* bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000
* conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti
* on line sul sito di MSF
da Liberazione 14/01
Intervista a Kostas Moschochoritis, direttore generale della sezione italiana di Medici Senza Frontiere
di Matteo Alviti
«Stefano ci ha detto di aver visto un numero incredibile di cadaveri per le strade». Kostas Moschochoritis, direttore generale della sezione italiana di Medici senza frontiere , nonostante le difficoltà è costantemente in contatto, via satellite, con la capitale haitiana sconvolta dal sisma di martedì. Stefano di cognome si chiama Zannini, ed è uno dei coordinatori a capo della missione di Haiti, dove già dal 1991 Msf offre soccorso medico gratuito - in un paese dove la sanità si paga e un cesareo d'urgenza può costare 300 dollari. L'Ong, Nobel per la pace nel 1999, opera con il suo personale in oltre 60 paesi ed è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Fino a due giorni fa a Port-au-Prince Msf gestiva tre strutture, il centro traumatologico di Trinité, un ospedale materno-infantile e un pronto soccorso nello slum di Martissant, uno dei quartieri più poveri della città. Non è la prima volta che l'ong interviene in zone colpite da grandi sismi. «L'anno scorso abbiamo portato aiuto sull'isola di Sumatra e nel 2005 eravamo nel Kashmir pakistano a curare le vittime del terremoto», ricorda Moschochoritis. «Abbiamo maturato una certa esperienza».
Prima di tutto, qual è la situazione che vi siete trovati di fronte il giorno dopo il sisma?
Grazie ai nostri operatori in loco, che si sono mossi subito per le strade della capitale Port-au-Prince, con il passare delle ore abbiamo disegnato un quadro via via più preciso della situazione sanitaria drammatica che sta vivendo Haiti. Le nostre strutture, due ospedali e un centro di primo soccorso, sono inagibili: l'ospedale della Trinité è completamente distrutto, mentre gli altri due impianti sono fuori uso. Questo è il vero problema, che non riguarda solo le nostre strutture: gli ospedali e i centri medici sono quasi tutti fuori uso».
Come accogliete i feriti, allora?
Abbiamo allestito delle tende nei cortili dei due centri medici non totalmente crollati, dove garantiamo le prime cure ai numerosi feriti che continuano ad arrivare nonostante le strutture siano inagibili. Abbiamo inoltre iniziato a curare alcune persone nelle stanze e nei corridoi dei nostri uffici, come si usa fare in situazioni di grande emergenza. Per ora stiamo andando avanti con gli stock di riserva accumulati nella capitale haitiana. Ma finiranno presto. A breve, probabilmente oggi stesso (ieri, ndr), partirà altro materiale medico dagli Usa, dal Canada e anche da Panama, dove Msf ha una base logistica per le emergenze. Abbiamo spedito un ospedale da campo con 100 posti letto per accogliere i tanti feriti, sette tende per i ricoveri e un'unità chirurgica gonfiabile con due sale operatorie - tra l'altro prodotta in Italia».
Su quanto personale potete contare ad Haiti?
Impossibile dirlo ora con precisione: prima del sisma con Msf lavoravano 800 persone, in gran parte haitiani. Non sappiamo quante di queste siano ferite. Molti stanno cercando i parenti dispersi. Comunque nei prossimi giorni altri 70 operatori umanitari raggiungeranno Port-au-Prince per portare il loro contributo».
Che tipo di interventi medici sono più richiesti in situazioni simili?
Ci sono molte fratture da comporre, ovviamente, poi sindromi da schiacciamento. Ma stiamo trattando anche tanta gente bruciata, con ustioni gravi, perché gli haitiani usano bombole a gas per cucinare, che con il collasso degli edifici sono esplose, incendiando quello che c'era intorno. E' poi molto importante che i feriti, dopo essere stati estratti dalle macerie, siano sottoposti a dialisi per 24-48 ore: la sindrome da schiacciamento spesso provoca insufficienza renale che può causare la morte dei pazienti tratti in salvo. Per questo stiamo inviando anche macchine per la dialisi e medici nefrologi .
Nelle ore successive al sisma Msf ha preso in cura più di mille persone e ha subito iniziato una raccolta fondi per finanziare gli interventi. Normalmente non apriamo sottoscrizioni in così breve tempo, perché prima cerchiamo di raggiungere le zone colpite da catastrofi per capire cosa serve - ci confida Moschochoritis concludendo - «Questa volta la situazione è diversa: sappiamo che le nostre strutture sono distrutte e i nostri operatori locali ci hanno aiutato a capire cosa sarebbe servito».
Comunicato degli studenti residenti Reiss Romoli
Inizialmente il direttore amministrativo dell’Università dott. Filippo Del Vecchio non era propenso a concederci un incontro, arrivando anche a chiamare le forze dell’ordine e ribadendo più volte che il solo nostro interlocutore è l’Adsu. Solo grazie alle nostre insistenze il direttore amministrativo si è convinto ad organizzare un incontro con noi, l’architetto Francesco D’Ascanio commissario dell’Adsu e il Magnifico Rettore Ferdinando Di Orio. L’incontro si è tenuto presso l’auditorium della scuola G. Reiss Romoli. L’università ha chiarito la sua posizione di estraneità nella gestione degli alloggi, sottolineando che da parte loro è stato fatto il massimo per gli studenti. Inoltre il direttore amministrativo e il Rettore hanno dato il nulla osta all’Adsu per la gestione dei locali mensa e lavanderia all’interno della Reiss Romoli. L’Adsu dal canto suo, prendendo atto di quanto riferito dall’Ateneo, si è impegnata a risolvere le nostre problematiche dandoci come scadenze le seguenti date: quindici giorni per la riattivazione delle cucine della mensa di Roio (Aq), una settimana per la predisposizione del locale lavanderia e uno/due giorni per la modifica parziale dell’articolo 13 del regolamento interno alla struttura, che ad oggi impedisce l'accesso agli esterni e impone il coprifuoco serale. L’Adsu ci ha inoltre informato delle altre iniziative che sta intraprendendo per risolvere le problematiche di tutti gli studenti dell’Ateneo quali ulteriori alloggi e mense.
Siamo rammaricati dei disagi da noi procurati ai lavoratori (alcuni di loro hanno anche sostenuto la nostra protesta), ma era necessario ottenere un incontro che avevamo richiesto già da molto tempo, senza essere presi seriamente in considerazione.
14/01/10
Studenti residenti Reiss Romoli"
Ricordiamo le rivendicazioni degli studenti:
1) L'attivazione di un servizio mensa all'interno del complesso (il cibo viene ad oggi cucinato ad oltre 100 km e giunge in condizioni pessime, qualitative e igieniche)
2) La predisposizione del locale lavanderia, oggi inutilizzabile
3) La modifica del coprifuoco e del divieto di accesso di esterni ai locali dei residenti (art. 13 del regolamento)
mercoledì 16 dicembre 2009
Inaccettabile situazione studenti Reiss Romoli
comunicato stampa:
Inaccettabile situazione studenti Reiss Romoli
I Giovani Comunisti (PRC) sostengono in tutte le sue forme la mobilitazione degli studenti assegnatari degli alloggi Reiss Romoli.
Dai primi giorni abbiamo avuto modo di constatare il regime da caserma a cui sono sottoposti gli studenti assegnatari: coprifuoco, impossibilità di far accedere esterni nelle proprie stanze, addirittura 5 minuti di tempo per attraversare i due check-point tra l'ingresso e la residenza, altrimenti si viene segnalati!
Il contestato regolamento e il versamento dell'onerosa caparra (450-600 euro!) sono stati sottoposti dall'ADSU agli studenti con il ricatto esplicito: "se non ti sta bene, ci sono molti altri che possono entrare al tuo posto". Modalità incivile e inaccettabile a fronte delle più elementari richieste degli studenti. Ricordiamo che gli studenti pagano regolarmente il contratto d'affitto.
Questo mentre l'ADSU è corresponsabile di aver regalato alla Curia la gestione della casa dello studente realizzata con fondi pubblici dalla regione Lombardia, tagliando fuori centinaia di studenti idonei non beneficiari.
Non è certo questo il modo di far ripartire quell'Ateneo che era il cuore della nostra città, e quella casa dello studente che ne è diventata tristemente il simbolo.
Francesco Marola, portavoce
Simone Virgilii, resp. Università
Carmelo Campione, resp. Università, residente Reiss Romoli
Giovani Comunisti - Partito della Rifondazione Comunista
Inaccettabile situazione studenti Reiss Romoli
I Giovani Comunisti (PRC) sostengono in tutte le sue forme la mobilitazione degli studenti assegnatari degli alloggi Reiss Romoli.
Dai primi giorni abbiamo avuto modo di constatare il regime da caserma a cui sono sottoposti gli studenti assegnatari: coprifuoco, impossibilità di far accedere esterni nelle proprie stanze, addirittura 5 minuti di tempo per attraversare i due check-point tra l'ingresso e la residenza, altrimenti si viene segnalati!
Il contestato regolamento e il versamento dell'onerosa caparra (450-600 euro!) sono stati sottoposti dall'ADSU agli studenti con il ricatto esplicito: "se non ti sta bene, ci sono molti altri che possono entrare al tuo posto". Modalità incivile e inaccettabile a fronte delle più elementari richieste degli studenti. Ricordiamo che gli studenti pagano regolarmente il contratto d'affitto.
Questo mentre l'ADSU è corresponsabile di aver regalato alla Curia la gestione della casa dello studente realizzata con fondi pubblici dalla regione Lombardia, tagliando fuori centinaia di studenti idonei non beneficiari.
Non è certo questo il modo di far ripartire quell'Ateneo che era il cuore della nostra città, e quella casa dello studente che ne è diventata tristemente il simbolo.
Francesco Marola, portavoce
Simone Virgilii, resp. Università
Carmelo Campione, resp. Università, residente Reiss Romoli
Giovani Comunisti - Partito della Rifondazione Comunista
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