Giovani Comunisti/e L'Aquila

lunedì 6 dicembre 2010

12 dicembre 1970-2010: 40 anni di lotte studentesche, ricordando Saverio Saltarelli


domenica 12 dicembre
ore 16:30
iniziativa pubblica presso la Sala Consiliare del Comune di Pescasseroli (Aq)

La presenza politica dei comunisti a Pescasseroli nel periodo fra le due guerre.
Relatore: Riccardo Lolli

Gli anni '70 a Milano, la stagione delle stragi e del movimento studentesco; la figura di Saverio Saltarelli, compagno, studente.
Relatore: Giovanna Capelli – Comitato Politico Nazionale Rifondazione Comunista, negli anni '70 dirigente del movimento studentesco di Milano

Il movimento studentesco di oggi: le lotte in Abruzzo contro la “riforma” Gelmini.
Relatore: Francesco Marola – Giovani Comunisti/e Abruzzo

introduce e coordina:
Silvano Di Pirro - consigliere comunale Pescasseroli, gruppo Bene Comune / Rifondazione Comunista

intervengono:
Maurizio Acerbo – consigliere regionale PRC-FdS
Antonio Saia - consigliere regionale PdCI-FdS
Marco Fars – Segretario regionale PRC-FdS
Antonio Macera – Segretario regionale PdCI-FdS


per informazioni: 3890495143 - 3483056354


SAVERIO SALTARELLI:

La Federazione della Sinistra ricorda Saverio Saltarelli a 40 anni dalla sua uccisione, avvenuta a Milano all'età di soli 23 anni durante la repressione delle manifestazioni popolari nel primo anniversario della bomba di Piazza Fontana (12 dicembre 1970), città dove frequentava la facoltà di giurisprudenza e lavorava per mantenersi gli studi.

La vita di Saverio, giovane militante di sinistra originario di Pescasseroli, simboleggia la vicenda di un'intera generazione che maturò l'impegno politico ideale e militante nelle vicende cruciali segnate dalla strategia delle bombe, dai tentativi di colpi di stato e di manomissione violenta della democrazia.

Riteniamo questa iniziativa doverosa verso l'esperienza umana e politica di un giovane compagno, il cui ricordo è giusto che viva nelle aspirazioni delle nuove generazioni impegnate nelle lotte di oggi per la difesa dei diritti democratici, per scuole e università pubbliche di qualità, e viva in chiunque si impegni “nella lotta per la democrazia e il socialismo”, come è scritto nella lapide commemorativa posta sul luogo dove venne colpito mortalmente da un candelotto lacrimogeno.


mercoledì 1 dicembre 2010

OCCUPATA L'UNIVERSITA' DE L'AQUILA CONTRO IL DDL GELMINI


L'AQUILA - 30 novembre: I Giovani Comunisti hanno promosso e partecipano attivamente al movimento universitario che, a partire dall'iniziativa lanciata venerdì scorso in cui insieme sono saliti sui tetti della facoltà di lettere a Bazzano, oggi ha dato luogo ad una manifetazione nel centro storico de L'Aquila.

Questa mattina in oltre 500 abbiamo oltrepassato la Zona Rossa e abbiamo posto i nostri striscioni sulla vecchia sede della Facoltà di Lettere a Palazzo Camponeschi. Oggi questa sede diventa il luogo simbolico che raffigura lo stato di macerie in cui il Governo Berlusconi e il Ministro Gelmini hanno ridotto il sistema universitario italiano.

Il DDL Gelmini mette in crisi l'Università pubblica in Italia a partire dal Diritto allo Studio, che viene cancellato per centinaia di migliaia di studenti con l'introduzione del Prestito d'onore che, in nome di una tanto sbandierata quanto falsa meritocrazia, elimina di fatto il sistema di borse di studio statali basate invece sul reddito.

Un DDL volto all'ulteriore precarizzazione del sistema della ricerca e che chiude in maniera classista l'accesso al sistema della formazione e della conoscenza. Un DDl che, come molte altre "riforme" ed interventi di questo Governo, fa pagare la crisi alle classi sociali più deboli, ai lavoratori, ai giovani, alle donne e ai precari.

E' per questi motivi che anche a L'Aquila, tra le macerie dei monumenti del centro storico, abbiamo proclamato l'OCCUPAZIONE delle Facoltà di Lettere e del Polo Scientifico: per difendere l'Università pubblica italiana insieme a studenti, ricercatori, docenti e personale universitario.


Francesco Marola
Coordinatore regionale
Giovani Comunisti/e Abruzzo



venerdì 26 novembre 2010

i GC sul tetto di Lettere in Rivolta


Questa mattina come Giovani Comunisti abbiamo preso parte alla manifestazione auto-organizzata dagli studenti della facoltà di Lettere, siamo saliti sul tetto dell'edificio con megafoni, striscioni e bandiere per gridare la nostra contrarietà al ddl Gelmini.

Abbiamo manifestato per la difesa del diritto allo studio, le borse di studio secondo quanto previsto nel ddl infatti non saranno più erogate dallo Stato ma da una SpA sotto forma di prestito temporaneo (prestito d'onore) su base meritocratica e non più per criteri di reddito: potrà permettersi gli studi solo chi avrà la possibilità economica di sostenerli.

Inoltre abbiamo manifestato contro la privatizzazione di fatto dell'università avviata dal ddl sotto la forma mascherata del cda con il 40% minimo di esterni privati che imporrà i percorsi didattici e di ricerca.

Anche i ricercatori sono intervenuti per spiegare agli studenti le ragioni della loro protesta.

E' inaccettabile questa riforma fatta di soli tagli, ispirata più dal ministero dell'economia di Tremonti che da quello dell'Istruzione, per cui la formazione è vista solo come un costo e non come una risorsa.

Protestiamo contro il ddl anche a L'Aquila perché, anche se viviamo i particolari e pesantissimi disagi dovuti alla condizione del post terremoto come l'assenza di mense, e ad oggi la mancata copertura delle borse di studio del presente a.a., abbiamo il dovere di fare la nostra parte in una mobilitazione nazionale che in queste ore coinvolge tutti gli atenei del paese

Condividiamo la proposta formulata dall'assemblea degli studenti al termine della manifestazione, ovvero il corteo di lunedì 29 novembre ore 10 con percorso dal polo di coppito fino la prefettura presso la gdf

Invitiamo tutti gli studenti e tutte le componenti universitarie dell'Aquila ad aderire alla manifestazione, come Giovani Comunisti a L'Aquila come in tutta Italia proseguiremo a oltranza la mobilitazione affinché venga ritirato il ddl.

Giovani Comunisti L'Aquila

* * * * *

PER LUNEDì 29 DISDETTO IL CORTEO DA COPPITO!

l'assemblea universitaria che si è tenuta ieri alle 17:00 in piazza duomo ha stabilito che nella mattinata di lunedì si terranno assemblee straordinarie in tutte le facoltà a partire dalle ore 9:00 per poi decidere le mobilitazioni contro il DDL della giornata.
massima presenza di tutto il mondo universitario e massima determinazione contro il DDL Gelmini!
difendiamo l'Università pubblica e i nostri diritti, il DDL non deve passare!

giovedì 18 novembre 2010

20 NOVEMBRE, L'AQUILA CHIAMA LE BSA!

Le Brigate di Solidarietà Attiva sono nate nel territorio aquilano, nel periodo più duro che esso abbia attraversato. Hanno risposto alla repressione delle forze cittadine da parte dei poteri forti autogestendo due campi tenda, proponendo come alternativa all'assistenzialismo subdolo del governo (teso unicamente all'appiattimento delle volontà collettive territoriali allo scopo di reprimere il dissenso verso una non condivisa, falsa e scarsamente utile "risoluzione" dell'emergenza abitativa) una reale e attiva solidarietà che non fosse composta di doni calati dall'alto, ma che si presentasse come un'orizzontale determinazione alla risoluzione delle infinite problematiche incontrate. Per questo L'Aquila è e sarà sempre grata alle Brigate di Solidarietà Attiva.

Ma le Brigate non si sono fermate. Riproponendo la stessa forma di attività volontaria orizzontale e solidale, unita allo spirito della lotta per la giustizia sociale, si sono avventurate nell'esperienza di Nardò costruendo un campo che ospitasse i migranti che ogni anno lavorano in nero nei campi, vivendo senza casa e servizi minimi in aperta campagna. Da quel momento in poi al fianco di tutte le realtà popolari colpite da questa gestione della crisi "da destra", e al fianco di tutte le lotte popolari e operaie (come la manifestazione FIOM a Roma del 16 Ottobre), ci saranno le brigate, spinte dall'attenzione al mondo del lavoro che le contraddistingue come associazione sì, solidale, ma Comunista in primo luogo.

Oggi L'Aquila chiama l'Italia, questa volta non per chiedere aiuto, ma per lottare insieme ad essa. L'Aquila chiama l'Italia del "No alle grandi opere inutili", perché ha conosciuto in prima persona la cementificazione scellerata senza concertazione con la popolazione in favore di cricche d'affari miliardari. L'Aquila chiama l'Italia di Terzigno e Chiaiano, perché ha visto in prima persona gli effetti devastanti e antidemocratici della logica del commissariamento, che esautora le elette istituzioni locali in favore di un'autoritaria e interessata elite.

L'Aquila chiama l'Italia del 16 ottobre, della Fiom, dei metalmeccanici ma anche dei precari, perché nel cratere non è stato fatto nulla ancora per i disoccupati post-sismici. L'Aquila chiama l'Italia di Nardò perché a lavorare nei cantieri sono gli "invisibili" migranti, e nessuno può sapere in che condizioni sono perché per quello Stato che è assistenzialista solo quando gli fa comodo non esistono.

L'Aquila chiama le Brigate di Solidarietà Attiva, perché hanno saputo rispondere intelligentemente non solo alle esigenze materiali della gente aquilana il 7 Aprile, ma hanno anche risposto alle esigenze sociali e organizzative di questa e hanno saputo lottare con essa quando è stato necessario. Sappiamo risponderanno positivamente a quest'ultimo, nazionale, SOS.

Matteo di Genova

Giovani Comunisti/e - Responsabile Brigata Solidarietà Attiva L'Aquila

sabato 30 ottobre 2010

LA RIFORMA NON LA VOGLIAMO - NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO


Nella manifestazione studentesca di oggi a L'Aquila è stato questo lo slogan dominante.

Riassume benissimo i motivi della protesta contro la "controriforma" di scuola e università pubbliche voluta da Gelmini e dal governo Berlusconi:

tagliano senza pietà fondi, borse di studio e posti di lavoro di docenti precari e ricercatori, perché vogliono far pagare a scuola e università pubbliche i costi della crisi causata dalla speculazione della stessa classe padronale che non subirà la durezza di questa riforma, perché continuerà a mandare i propri figli in scuole private, che invece ricevono dallo Stato i finanziamenti sottratti al pubblico. Per questo diciamo che questa è una riforma classista che vuole riportare indietro nel tempo la società italiana.

Nel frattempo con il ddl lavoro è passata l'ennesima legge vergogna di questo governo, l'apprendistato professionalizzante che prevede si possa assolvere l'obbligo scolastico andando a lavorare a 15 anni, abbassando di fatto l'età dell'obbligo. Vergogna!

Gli studenti dei Giovani Comunisti assieme a docenti, personale ata, precari, continueranno a resistere ad oltranza con tutti i mezzi necessari fino a quando la controriforma non verrà ritirata, e a lottare per una scuola pubblica accessibile a tutti, di massa e di qualità

CONTRO:

- tagli di 8 miliardi di euro alla scuola pubblica;
- 150 milioni di euro all’anno per la scuola
privata;
- licenziamento di 84 mila docenti e 43 mila lavoratori Ata;
- impoverimento della didattica e affossamento del diritto allo studio

PER:

- l'introduzione dell’obbligo scolastico fino a 18 anni;
- sussidio di 200 euro per ogni studente con reddito familiare basso;
- gratuità dei libri di testo;
- piano decennale sull’edilizia scolastica;
- stabilizzazione di tutti i precari della scuola;
- adeguamento delle risorse per l’istruzione alla media europea

Giovani Comunisti L'Aquila

domenica 17 ottobre 2010

Giovani Comunisti e collettivi studenteschi al presidio Cobas contro la Gelmini


Questa mattina i Giovani Comunisti della federazione Prc dell'Aquila e i ragazzi dei collettivi studenteschi hanno partecipato al presidio/corteo proclamato dai Cobas scuola di fronte al palazzo della regione Abruzzo per protestare contro la riforma Gelmini, che complessivamente ha portato al taglio di 130000 precari, contro i tagli agli insegnanti di sostegno, ai laboratori, ai corsi pomeridiani per sottolineare il problema delle classi sovraffollate e quindi della sicurezza causato dal taglio degli insegnanti.

Una delegazione di studenti e lavoratori è stata ricevuta dal vice presidente del consiglio regionale De Matteis al quale sono state esposte le numerose problematiche circa scuola e università.

I GC ritengono inadeguata la risposta fornita sul problema della residenzialità universitaria.

Il rappresentante del consiglio regionale ha richiamato le responsabilità di rettorato e comune ma non ha assunto quelle della regione che è l'ente responsabile del diritto allo studio universitario.

Ribadiamo la nostra richiesta di gestione pubblica delle strutture residenziali esistenti a partire dalla San Carlo Borromeo realizzata con 7 milioni di Euro di fondi Fas e attualmente gestita dalla Curia, un ente privato, al di fuori delle graduatorie pubbliche, il ripristino della Reiss Romoli e l'utilizzo della caserma Campomizzi.

15/10/10

Giovani Comunisti L'Aquila

mercoledì 13 ottobre 2010

16 ottobre i GC con la Fiom! pullman dall'Abruzzo








Sabato 16 ottobre i Giovani Comunisti lottano uniti con gli operai e le operaie della Fiom!

Contro l'attacco ai diritti di lavoratori e lavoratrici
Per la dignità e la centralità del lavoro come fondamento della democrazia


elenco dei Pullman dall'Abruzzo


venerdì 24 settembre 2010

domenica 26 assemblea e proiezione video Brigata di Solidarietà Attiva


DOMENICA 26 SETTEMBRE
ORE 16 CASEMATTE Collemaggio AQ

Brigata di Solidarietà Attiva:
...dalla solidarietà attiva nella crisi del terremoto a L'Aquila, al sostegno ai braccianti nel campo d'accoglienza di Nardò (Lecce)

ASSEMBLEA PUBBLICA e PROIEZIONE VIDEO
sulla campagna "INGAGGIAMI CONTRO IL LAVORO NERO" e l'esperienza del campo di accoglienza per braccianti "Masseria Boncuri" a Nardò (LE)

La BSA, assieme ad altre associazioni, ha realizzato per la prima volta un campo di accoglienza per i migranti impegnati nella raccolta delle angurie garantendo docce, servizi, uno sportello di assistenza legale e un ambulatorio medico, nel contempo ha affrontato al fianco dei lavoratori stagionali il problema del caporalato e dello sfruttamento subito dai migranti con la campagna “INGAGGIAMI CONTRO IL LAVORO NERO”.

Il prossimo passo della Brigata di Solidarietà Attiva è la partecipazione alla manifestazione metalmeccanici della FIOM del16 ottobre, verso l'assemblea nazionale BSA.

martedì 14 settembre 2010

SOLIDARIETA' RESISTENTE per gli antifascisti denunciati a Sulmona


Dibattiti, cena sociale, concerti
per sostenere gli antifascisti denunciati a Sulmona

Giovedì 16 Settembre
CaseMatte - Collemaggio (AQ)

promotori: Sulmona Left, 3e32, Epicentro Solidale, Giovani Comunisti/e

TUTTI GLI INCASSI DELLA CENA SOCIALE E DELLE BEVANDE ANDRANNO A SOSTENERE LE SPESE LEGALI DEGLI ANTIFASCISTI DENUNCIATI



ore 18,30
DIBATTITO: neofascismo, razzismo, autoritarismo come risposta da destra alla crisi
INTERVIENE: Francesco D'Agresta (coordinamento nazionale Giovani Comunisti/e)

ore 20,30
CENA SOCIALE

ore 22,30
CONCERTI E DJ-SET

mc Raperito (Venezuela)
Hade (TE)
Zona Rossa Krew (AQ)
Kento (RC)

Radio R-Esist (Sulmona)
99 City Rockers (AQ)

mercoledì 8 settembre 2010

I Giovani Comunisti con i precari della scuola


Questa mattina i Giovani Comunisti e il Partito della Rifondazione Comunista hanno sostenuto con la loro presenza il presidio dei precari della scuola presso il provveditorato dell'Aquila.


I tagli della Gelmini colpiscono tanto gli isegnanti precari e i lavoratori della scuola quanto gli studenti, che vedono sempre più impoverita la qualità della scuola pubblica proprio mentre vengono incrementati i finanziamenti a quella privata: dietro la cosiddetta "riforma" c'è il progetto di ristrutturare la società in senso classista, con la cancellazione del diritto allo studio che deve garantire un'istruzione dignitosa anche a chi proviene dalle famiglie meno abbienti.



Ancora più vergognosa è stata la falsa promessa della Gelmini di risparmiare dai tagli le zone già colpite dalla crisi socio-economica dovuta al sisma del 6 aprile, mentre è confermato il taglio di 700 posti di lavoro nell'aquilano.



Come studenti e come Giovani Comunisti saremo sempre al fianco dei lavoratori della conoscenza per difendere la scuola e l'università pubbliche, a partire dagli scioperi e manifestazioni di quest'autunno.

sabato 28 agosto 2010

Karl Heinrich Ulrichs e la liberazione omosessuale

Ricordiamo oggi il 185° compleanno di Karl Heinrich Ulrichs (28 agosto 1825 – 14 luglio 1895), latinista tedesco tra i primi attivisti per la libertà e l'emancipazione omosessuale, lottò apertamente contro le convenzioni e le leggi del suo tempo che perseguitavano l'omosessualità come reato. Ulrichs è sepolto nel cimitero della nostra città, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Domenica 29 agosto alle ore 12 visita della tomba e a seguire pranzo conviviale organizzati dalla comunità LGBT


giovedì 8 luglio 2010

Manifestazione strumentalizzata dalla sinistra? No, manifestazione provocata dalla destra


La stampa governativa sostiene che la grande manifestazione di ieri degli aquilani sia stata “strumentalizzata dalla sinistra”. Ero uno dei tanti presenti, e sono di sinistra e comunista, ma con me c'erano migliaia di cittadini e cittadine di tutte le estrazioni politiche e sociali, uniti, con una forza e una radicalità senza precedenti, dall'esasperazione provocata dalle falsità di Berlusconi, dalla protezione civile snaturata modello Bertolaso, e in ultimo dalla stretta fiscale di Tremonti che mette in ginocchio un territorio ancora in piena emergenza.

Piuttosto che tacciare gli aquilani di essere strumentalizzati dai comunisti, da infiltrati antagonisti, e via dicendo, parliamo piuttosto dei motivi per cui migliaia di cittadini hanno lottato contro quello che ha fatto e sta facendo il governo della destra. Tanto per ricordare alcune ottime iniziative intraprese in questi 15 mesi:

l'esautoramento delle istituzioni democratiche locali con la gestione commissariale e i divieti di assemblea nelle tendopoli, la cortina mediatica di Berlusconi-Bertolaso per la costruzione del consenso, la narrazione trionfalistica ed elettorale che offuscava una realtà ben più drammatica (da notare che nella città dell'Aquila la destra ha perso largamente alle elezioni provinciali);

propagandata in tutta Italia la falsità tremenda che “L'Aquila è stata ricostruita”, mentre sono state fornite sistemazioni per l'emergenza ma la ricostruzione reale della città e dei borghi del territorio è completamente bloccata per assenza di copertura finanziaria;

nella gestione dell'emergenza, la protezione civile con il suo potere d'ordinanza è stata usata come ente appaltante per andare in deroga alle leggi e alla trasparenza, ed è servita al profitto delle cricche che ridevano la notte del 6 aprile, con costi gonfiati ed esorbitanti del progetto C.A.S.E. che hanno sottratto fondi alla ricostruzione reale;

un clima di continuo ricatto per cui piccole proroghe su sospensione e restituzione delle tasse vengono concesse sempre all'ultimo minuto come regalo padronale a poveri mendicanti, mentre sono misure (già adottate per il terremoto di Umbria e Marche) necessarie e non sufficienti, in un territorio ancora in piena emergenza ora sopratutto occupazionale, con una cassa integrazione cresciuta di oltre il 700% senza prospettive.

L'elenco potrebbe essere molto più lungo, ma di sicuro è sufficiente a spiegare i motivi della manifestazione e del clima antigovernativo che anima la città. Il governo risponde con manganellate su giovani terremotati che vivono ancora nei camper.

Ma ieri anche Bersani è stato contestato sonoramente dai cittadini. Il motivo è semplice: il PD (così come l' IDV) ha taciuto per troppo tempo su L'Aquila e il suo territorio, c'è voluto lo scandalo delle cricche per fargli fare un minimo di opposizione!

Rifondazione Comunista invece ha denunciato da subito l'operazione del duo B&B, lo snaturamento della protezione civile e gli interessi che celava lo stato di emergenza permanente (molto prima che scoppiasse lo scandalo sulla protezione civile), la questione dell'emergenza democratica che si è aperta in questo territorio, l'assenza di una pianificazione reale e di fondi per la ricostruzione mentre si spendono miliardi per spese militari e auto blu; inoltre siamo intervenuti in prima persona nelle tendopoli con i volontari la Brigata di solidarietà attiva, per favorire processi di auto-organizzazione delle comunità locali. E' per questo che noi non siamo mai stati contestati e siamo presenti nei movimenti.

La misura conquistata ieri riguardo le tasse è ancora insufficiente, la richiesta era infatti la restituzione in 10 anni, come abbiamo ottenuto ieri grazie alla nostra mobilitazione, ma al 40%, come avvenuto in Umbria e Marche per favorire la ripresa di quei territori, mentre per noi è ancora totale con un peso gravissimo sul reddito di lavoratori e pensionati. Pertanto la lotta dei terremotati dell'Aquila sarà ancora lunga, c'è bisogno di fondi veri per la ricostruzione, di un piano per il lavoro e di misure di sostegno al reddito come il salario sociale, non di concessioni episodiche e minimali.

Francesco Marola – coordinatore Giovani Comunisti/e Abruzzo

sabato 3 luglio 2010

SOS, Mercoledì 7 manifestazione cittadina a Roma


Mercoledì 7 luglio i cittadini e le cittadine di L'Aquila e dei comuni del cratere sismico manifesteranno a Roma per chiedere equità e giustizia nel trattamento finanziario, sospensione delle tasse come per il dopo terremoto di Umbria e Marche, politiche occupazionali e di sostegno al reddito.

SOS:
S ospensione delle tasse
O ccupazione
S ostegno al reddito

L'Aquila anno 1


Per prenotare i bus (partenza ore 7.00), mandare un SMS o chiamare 333 6367616

lunedì 21 giugno 2010

Contro crisi e precarietà, tutti presenti! Venerdì 25 sciopero generale CGIL


I Giovani Comunisti aderiscono allo sciopero generale della CGIL con manifestazione regionale a L'Aquila

La finanziaria padronale del governo Berlusconi fa pagare alla spesa pubblica i costi della crisi causata dalla speculazione finanziaria, attacca i lavoratori pubblici, i precari, la scuola e la ricerca, e accresce ancora di più la disuguaglianza sociale e di classe

Intanto a Pomigliano la FIAT vuole cancellare i diritti conquistati dalle lotte operaie e riconosciuti dalla costituzione, a partire dal diritto di sciopero. Oggi più che mai bisogna stare con la FIOM, che resiste da sola in una battaglia decisiva per tutti i lavoratori italiani

Nel territorio regionale nel solo 2009 si sono persi 25mila posti di lavoro: gli effetti di finanziaria e "riforme" qui saranno ancora più gravi. Finito lo show mediatico di Berlusconi&Bertolaso, L'Aquila e le zone del cratere sismico sono abbandonate nel pieno della crisi sociale e occupazionale; finiti gli affari per le cricche, la ricostruzione è ancora bloccata

I Giovani Comunisti parteciperanno allo sciopero della CGIL per generalizzare la lotta a Governo e Confindustria, per il sostegno al reddito e al lavoro nel territorio aquilano e regionale, per costruire dal basso il movimento di opposizione al berlusconismo e al governo dei padroni

Giovani Comunisti/e Abruzzo

giovedì 27 maggio 2010

Nuovo coordinamento regionale GC - Sabato assemblea pubblica a Pescara


Nuovo coordinamento regionale Giovani Comunisti/e Abruzzo:

Il congresso regionale dei/delle Giovani Comunisti/e ha formato un nuovo coordinamento composto da 9 compagni e compagne: Carmelo Campione, Giulia Candeloro, Luca Di Berardino, Corrado Di Sante, Davide Donatelli, Francesco Marola, Marco Palermo, Luca Rossi, Simona Toppi; coordinatore regionale: Francesco Marola

comunicato stampa:

"I Giovani Comunisti e Comuniste di Rifondazione si riorganizzano in Abruzzo.

Unità, radicamento, conflitto sono le parole d'ordine sulle quali i giovani di Rifondazione intendono incentrare la loro azione in Abruzzo. Il congresso regionale dei Giovani Comunisti tenuto a Pescara ha eletto un nuovo coordinamento regionale e un nuovo coordinatore, Francesco Marola, 25 anni, aquilano, studente di Filologia Moderna presso l'Università dell'Aquila, promotore dei movimenti cittadini per la ricostruzione sociale delle zone del cratere e del comitato acqua pubblica L'Aquila.
Già attivi come volontari nel post terremoto nella tendopoli "S.Biagio" di Tempera e a Camarda (frazioni di L'Aquila), i GC nel loro documento politico esprimono l'intento di dare continuità alla loro presenza nei movimenti sociali contro il governo delle destre, fornire sostegno ai lavoratori e lavoratrici colpiti dalla crisi provocata da banche e speculatori, difendere l'ambiente e i beni comuni da chi vorrebbe un Abruzzo di trivellazioni petrolifere e disastri ambientali, lottare per i diritti civili e di genere, contro la cultura xenofoba e l'omofobia, contro le mafie, per la pace e la giustizia sociale"


LE/I GIOVANI ABRUZZESI RIPARTONO DALLE LOTTE

Assemblea Pubblica

sabato 29 maggio 2010, ore 16.00
sala CGIL - Pescara, via Benedetto Croce 108

Interverranno:

Flavio Arzarello - Coordinatore Nazionale FGCI
Simone Oggionni - Coordinatore Nazionale GC

organizzano: Giovani Comunisti/e Abruzzo, FGCI Abruzzo.

giovedì 6 maggio 2010

Con il popolo greco, con il KKE



venerdì 30 aprile 2010

Seminario "attualità di Antonio Gramsci"


SEMINARIO DI FORMAZIONE POLITICO-CULTURALE

ATTUALITA' DI ANTONIO GRAMSCI

relatore: prof. Raul Mordenti (Università Tor Vergata)

ai partecipanti verranno forniti in dispensa i testi “Introduzione a Gramsci” (di R. Mordenti), “Tesi di Lione”(III congresso PCd'I 1926)

VENERDI' 7 MAGGIO ORE 16:00

SALA CONFERENZE DEL PALAZZO “I. SILONE” (REGIONE ABRUZZO), VIA LEONARDO DA VINCI, PETTINO - L'AQUILA


La gioventù, la formazione e l’opposizione alla guerra; la rivoluzione d’ottobre, “l’Ordine Nuovo” e i consigli di fabbrica; le “Tesi di Lione” e la ri-fondazione del Partito Comunista; la prigionia, i “Quaderni del carcere” e il loro ruolo nella cultura italiana. L’attualità dell’opera di Antonio Gramsci emerge con forza dall’analisi delle principali categorie del suo pensiero: egemonia, blocco storico, sovversivismo delle classi dominanti, ruolo degli intellettuali, questione meridionale, movimenti di massa e direzione politica

martedì 20 aprile 2010

25 aprile sempre


Domenica 25 aprile la Federazione della Sinistra celebra la memoria dei nove martiri aquilani, uccisi dai nazifascisti il 23 settembre del 1943, come quella dei martiri delle stragi di Filetto e di Onna (7 e 11 giugno del '44), con la deposizione di una corona presso piazza Nove martiri a L'Aquila.

martedì 13 aprile 2010

un altro decesso nel carcere di Sulmona


Con la morte di Domenico Cardarelli, internato nel supercarcere di Sulmona e ritrovato ieri sera cadavere nella sua cella, salgono a 54 i detenuti morti dall’inizio dell’anno, 1 ogni 2 giorni di media. Di questi 17 si sono suicidati (alcune altre fonti, forse a conoscenza di un caso che non abbiamo monitorato, parlano di 18 suicidi). Ricordiamo lo scorso anno sono morte in carcere 175 persone (72 suicidi) e dal 2000 ad oggi i decessi sono stati 1.651 (578 i suicidi). Numeri impressionanti, se si tiene conto che la popolazione detenuta è costituita prevalentemente da persone giovani (i 2/3 dei reclusi hanno meno di 40 anni e soltanto 2.500 di loro sono ultrasessantenni) che raramente dovrebbero morire per “causa naturale”.

(leggi tutto l'articolo su Osservatorio sulla repressione)

venerdì 26 marzo 2010

Ribellarsi è naturale - vota Federazione della Sinistra


venerdì 5 marzo 2010

Vittoria per l'acqua pubblica a L'Aquila!


E' stata approvata ieri al comune dell'Aquila la delibera contro la privatizzazione del servizio idrico presentata da Rifondazione Comunista e sostenuta dalla raccolta firme promossa dal comitato acqua pubblica.
(leggi il testo della delibera)

L'acqua è un bene comune che non può essere sottomesso alla logica del mercato e del profitto. Nei comuni dove è avvenuta la privatizzazione, gli effetti sono stati il peggioramento della qualità del servizio idrico e l'aumento esponenziale delle bollette, l'acqua è stata resa un bene di lusso non accessibile a tutti dalla bassa speculazione dei privati.

Abbiamo ottenuto una vittoria importante, in una lotta che continuerà con la manifestazione del 20 marzo fino all'abrogazione della legge Ronchi e al riconoscimento del diritto universale all'acqua.

lunedì 22 febbraio 2010

IV conferenza nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i




19-21 febbraio 2010, Pomezia (Roma)

La IV Conferenza nazionale ha eletto il nuovo coordinamento nazionale, di 50 membri che, riunitosi subito dopo la fine dei lavori congressuali, ha eletto portavoce nazionali dell’organizzazione Anna Belligero (della federazione di Bari) e Simone Oggionni (della federazione di Bologna). A loro e a tutti i compagni e a tutte le compagne dei Giovani Comuniste/i il migliore augurio di buon lavoro!

Documento politico finale approvato dalla IV conferenza nazionale

* * *

"Stato di emergenza e Protezione Civile"
Ordine del giorno approvato dalla commissione politica GC

A L’Aquila il terremoto del 6 aprile ci ha fatto conoscere da vicino l’intervento commissariale della Protezione Civile.
Nella gestione dell’emergenza post-sisma, se inizialmente è stata fornita una risposta efficace all’accoglienza degli sfollati, progressivamente è stato di fatto occupato un intero territorio, le popolazioni sono state ospedalizzate e le istituzioni democratiche elettive espropriate del potere decisionale sull’emergenza sociale, abitativa e lavorativa. Milioni di euro sono stati investiti nel piano C.A.S.E., quindi nella costruzione di nuovi moduli abitativi, mentre è stata tralasciata la ricostruzione della città.
Negli ultimi anni la Protezione Civile è stata progressivamente svuotata della sua funzione di prevenzione e monitoraggio dei territori a rischio, che nel nostro paese sono il 68% dei Comuni, e trasformata in struttura commissariale per la gestione di “grandi eventi” e la realizzazione di “grandi opere”. Recenti inchieste dimostrano che le procedure emergenziali sono state usate sistematicamente per andare in deroga alle norme stabilite e instaurare zone di eccezione all’interno dell’ordinamento democratico. Con questo sistema imprenditori senza scrupoli hanno potuto speculare liberamente sugli appalti, maggiorandone a dismisura i costi senza alcun controllo. Il tentativo, fortemente voluto da Bertolaso, di trasformare la Protezione Civile in SpA, ente di diritto privato, era volto a ridurre ulteriormente il già minimo controllo pubblico della struttura commissariale.
Si pongono due questioni: la necessità di rispondere a una vera e propria emergenza democratica, e la constatazione della fase di un capitalismo sciacallo della catastrofe che deve proclamare costantemente lo stato di emergenza per risolvere la propria crisi.
Come Giovani Comuniste/i, ci impegneremo affinché l’ente Protezione Civile cessi di essere usato come ente appaltante in deroga, strumentale alla risoluzione della crisi del capitale, e diventi uno strumento popolare e democratico per la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio, unica vera grande opera.

Francesco Marola, Simona Toppi, Giulia Candeloro, Grazia Di Ottavio, Luca Rossi, Davide Morante, Corrado Di Sante, Francesco D’Agresta (delegati GC Abruzzo alla conferenza nazionale)

venerdì 12 febbraio 2010

Terremoto, sciacalli e stato di emergenza: il 18 tutti a Roma contro protezione civile SpA


Notte del 6 aprile. Sciacalli (quelli veri) ridono per l'imminente torta di appalti da spartire. Noi non ridevamo. Ora è chiaro a tutti quali interessi si annidano dietro lo stato di emergenza permanente. Noi ne eravamo coscienti da tempo. Se non vogliamo che tutto resti inalterato, dobbiamo trasformare l'indignazione di queste ore in coscienza e lotta per cambiare lo stato di cose presenti.

da Osservatorio Civile

PROTEZIONE CIVILE: IL 18 FEBBRAIO LA PROTESTA CONTRO BERTOLASO E LA SUA SPA
SINDACATI, ASSOCIAZIONI, PARTITI, MOVIMENTI E COMITATI IN PIAZZA A ROMA E IN ASSEMBLEA ALL’UNIVERSITA’ LA SAPIENZA

AUTOBUS DA L'AQUILA ORE 8,00
RITORNO AL TERMINE DELL'ASSEMBLEA
Per informazioni e prenotazioni: 0862 204406

I giudici sanzioneranno le responsabilità penali, individuali, in capo a imprenditori, funzionari della Protezione civile e a Guido Bertolaso. Ma da subito si può e si deve discutere sulle responsabilità politiche.

Con la gestione di Guido Bertolaso la Protezione civile italiana è stata snaturata. Bertolaso ha abbandonato la previsione e prevenzione delle calamità naturali, come dimostrano le stragi ampliamente prevedibili di L'Aquila e Messina; ha messo in un angolo le componenti fondamentali della Protezione civile: volontari, vigili del fuoco, enti locali.

La protezione civile di Bertolaso ha agito per anni da governo parallelo, sospendendo le leggi per realizzare grandi appalti nei quali, con facilità, si sono introdotti imprenditori senza scrupoli. In Campania ha contribuito all'avvelenamento del territorio, agendo in deroga a tutte le norme su salute e ambiente e nascondendo questa illegalità dietro il segreto militare.

Per questo, ben prima degli scandali di cui parlano i giornali, Bertolaso si deve dimettere. E il governo deve abbandonare il proposito di far approvare il decreto sulla Protezione civile Spa. Contro questo provvedimento sono mobilitati sindacati, associazioni, partiti, movimenti e comitati che hanno sottoscritto l'appello di www.osservatoriocivile.org. E che il 18 febbraio, alle 10.00, saranno a piazza Montecitorio per dire no all'approvazione della Bertolaso Spa. Nella stessa giornata, alle 15,30, nella facoltà di Scienze Politiche della Sapienza, si svolgerà un'assemblea di tutte le realtà che hanno sottoscritto l'appello.


APPELLO: NO A PROTEZIONE CIVILE SPA

C’è poco tempo per impedire la privatizzazione delle emergenze; per impedire che il governo porti a compimento l’opera di snaturamento di uno strumento fondamentale, in un Paese a rischio come il nostro: la Protezione Civile. Con l’obiettivo di governare il territorio, fuori da ogni controllo democratico, sfruttando le emergenze.

Il decreto legge del 30 dicembre 2009 stabilisce la costituzione della Protezione Civile Servizi S.p.A. Si afferma che ciò viene fatto per “garantire un risparmio di tempi e risorse negli interventi del Dipartimento”. In verità, si costituisce una società di diritto privato ma a capitale interamente pubblico, che può agire da general contractor, detenere immobili, produrre utili, dirigere lavori: si privatizza, così, la gestione delle emergenze e quella dei grandi eventi. Introducendo gravi elementi di discrezionalità nella gestione di ricchi appalti. Sottraendo al Parlamento, alla rete del volontariato, alle organizzazioni dei lavoratori, agli enti locali il controllo sulle azioni della Protezione Civile. Il soccorso diventa un business direttamente gestito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nello stesso decreto, inoltre, si procede ad assunzioni di dirigenti fidati con i fondi destinati ai cittadini aquilani e Vigili del fuoco dal decreto Abruzzo. Si decide l’acquisto dell’inceneritore di Acerra, pagando coi soldi dei cittadini un’impresa che ha gravemente contribuito all’emergenza rifiuti campana. Lasciando intatte tutte le deroghe ai codici ambientali, che permettono di realizzare discariche non a norma e di bruciare il “tal quale”.

In questi anni la Protezione Civile ha dismesso il suo ruolo originario. Ha tralasciato la previsione e prevenzione degli eventi calamitosi, lo dimostrano le numerose alluvioni e frane di quest’anno (Messina, Pisa, Liguria, Ischia). Ha gestito appalti per centinaia di milioni di euro per i grandi eventi (G8 from La Maddalena to L’Aquila, Mondiali di nuoto di Roma, giochi del Mediterraneo di Pescara). Ha permesso a sindaci e presidenti di regione di gestire il territorio con poteri commissariali, sottratti al controllo degli organi elettivi. Ha affrontato con strumenti militari, e in spregio a tutte le norme riguardanti ambiente e salute, l’emergenza rifiuti in Campania, contribuendo all’avvelenamento del territorio. Ha imposto a L’Aquila una gestione centralizzata e militarizzata dell’emergenza, lasciando, ancora oggi, 9mila sfollati negli alberghi sulla costa e imponendo il Piano C.A.S.E., che produrrà gravi danni all’assetto urbanistico e al tessuto sociale della città. Oggi la Protezione Civile sbarca ad Haiti, allo scopo di procurare appalti per la nuova S.p.A. e di conquistare un ruolo nel conflitto tra potenze mondiali giocato sulla pelle dei terremotati.

Contemporaneamente, con ordinanza di Protezione Civile, si decide di gestire l’emergenza carceri prevedendo la costruzione di ulteriori 27 strutture detentive sul “modello L’Aquila”.

Temiamo che con questi strumenti domani si potranno gestire le grandi inutili opere volute dal governo o la costruzione di centrali nucleari.

Non è questa la Protezione Civile che ci serve. Per questo vogliamo lanciare una grande campagna nazionale, coinvolgendo partiti, sindacati, associazioni, la rete del volontariato, enti locali e comitati dei cittadini. Per impedire che la Protezione Civile si trasformi in S.p.A. e per trasformare la Protezione Civile in uno strumento democratico di autoprotezione, utile a sostenere l’unica grande opera di cui il Paese ha bisogno: la messa in sicurezza del territorio.

firma l'appello

Hanno già firmato:

3e32
Associazione Onlus Cittadini per i Cittadini
Epicentro Solidale
Abruzzo Social Forum
A Sud Ecologia e Cooperazione Onlus
Rete AQ
Brigata di Solidarietà Attiva
Giovani Comunisti/e
Action Diritti
Comitato No Expo Milano
Movimento No Coke Altro Lazio
Forum Ambientalista
Presidio Permanente Chiaiano
Claudio Giorno, No TAV
Circolo per la Valorizzazione delle Terre Pubbliche
Comitatus Aquilanus
Rete No Ponte di Reggio Calabria
Associazione Inquilini Assegnatari RDB
Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa - ROMA

Antonio Crispi, Funzione Pubblica CGIL
Direzione Nazionale RdB Pubblico Impiego
Rdb Vigili del Fuoco
Rdb Presidenza del Consiglio
Fp Cgil Protezione civile

Leoluca Orlando, IDV
Angelo Bonelli, Verdi,
Orazio Licandro, PDCI
Alfio Nicotra, segretario PRC Roma
Fabio Nobile, Segretario PDCI Roma
Maurizio Acerbo, PRC
Ivano Peduzzi, Consigliere Regione Lazio Prc
Circolo PD Presidenza del Consiglio dei Ministri.





venerdì 5 febbraio 2010

Raccolta firme a sostegno della delibera comunale per difendere l'acqua pubblica

Il Comitato acqua pubblica L'Aquila, composto da varie associazioni e liberi cittadini, sta portando avanti in questi giorni una campagna di raccolta firme a livello comunale per la difesa dell'acqua pubblica.

l'articolo 15 della legge Ronchi, emanata il 19/11/09, sancisce infatti la privatizzazione obbligata dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, tra cui il servizio idrico pubblico.

è possibile tuttavia contrastare gli effetti di tale legge intervenendo sullo statuto dei comuni, integrandolo di un articolo che dichiara l'acqua come bene comune inalienabile e il servizio idrico come servizio pubblico privo di rilevanza economica.

l'esperienza dei comuni dove l'acqua è già stata privatizzata dimostra che gli esiti della privatizzazione sono esclusivamente negativi, sia nella gestione delle reti idriche che negli aumenti della tariffazione (fino al 400%).

Nel comune dell'Aquila è stata presentata dal consigliere Enrico Perilli (Rifondazione Comunista) una delibera, che a breve verrà discussa dal consiglo, che modifica lo statuto comunale in difesa del servizio idrico pubblico.

La campagna di raccolta firme del comitato acqua pubblica sostiene questa delibera, per dimostrare l'ampio e trasversale consenso popolare che ha la difesa dell'acqua e del servizio idrico pubblico, e per chiedere a nome della cittadinanza che il consiglio si pronunci in difesa dell'acqua pubblica.

La raccolta firme proseguirà fino alla discussione della delibera nel prossimo consiglio comunale. E' possibile nel frattempo firmare la petizione nelle sedi indicate sul blog del comitato, http://comitatoacquapubblicalaquila.blogspot.com, che verrà costantemente aggiornato.

Comitato acqua pubblica L'Aquila

lunedì 25 gennaio 2010

Conferenza federale Giovani Comunisti/e: eletto nuovo coordinamento


comunicato stampa:

Eletto nuovo coordinamento Giovani Comunisti/e federazione dell'Aquila


Si è tenuta ieri a L'Aquila la conferenza federale dei/delle Giovani Comunisti,/e l'organizzazione giovanile di Rifondazione Comunista che in questi giorni sta portando avanti in tutti i territori il confronto sui documenti politici per la conferenza nazionale di Roma (19-21 febbraio).

Dopo la votazione dei documenti politici, i lavori si sono conclusi con l'elezione del nuovo coordinamento della federazione dell'Aquila, composto da Carmelo Campione, Silvia Cicino, Davide Donatelli, Francesco Marola, Lorenzo Mastracci.

Coordinatore portavoce e delegato alla conferenza nazionale è stato eletto Francesco Marola, 25 anni, residente a L'Aquila, studente di filologia moderna presso la facoltà di lettere e filosofia dell'università dell'Aquila.

Dopo il terremoto del 6 aprile i/le Giovani Comunisti/e hanno operato con continuità e determinazione, dalla protesta sulla gestione commissariale della ricostruzione alla questione studentesca e giovanile, dalla presenza nelle mobilitazioni aquilane (per la ricostruzione, contro il G8) al lavoro di volontariato nella tendopoli "S.Biagio" di Tempera (AQ) con la Brigata di Solidarietà Attiva.

Ci proponiamo di dare uno sbocco politico chiaro e forte ai movimenti e alla contestazione giovanile contro il governo delle destre e l'immobilismo che talvolta contraddistingue le amministrazioni locali (L'Aquila, Sulmona), per costruire anche nel nostro territorio la svolta a sinistra sancita dal Partito della Rifondazione Comunista.

sabato 16 gennaio 2010

No a Protezione Civile SpA


La federazione dell’Aquila di Rifondazione Comunista promuove attivamente la petizione lanciata dai comitati cittadini aquilani contro la trasformazione della protezione civile in SpA.

Il PRC da tempo sostiene il percorso dei comitati cittadini; saremo presenti anche in occasione dell’assemblea pubblica del 23 gennaio, in cui ci sarà una raccolta firme contro Protezione Civile SpA.

Il giorno stesso dell’uscita del decreto, il Segretario nazionale Paolo Ferrero e il Segretario regionale Marco Fars intervenivano per primi definendo “un ossimoro” la sigla “Protezione Civile SpA”, in quanto rappresenta l’aziendalizzazione e privatizzazione di fatto di compiti fondanti l’intervento dello Stato e degli Enti Locali.

Con la trasformazione della Protezione Civile in ente di diritto privato non sottoposto al controllo pubblico verrebbero ad aggravarsi quei fenomeni di mancanza di trasparenza e di controllo sugli appalti “emergenziali” (legati non solo alle catastrofi naturali, ma anche a grandi eventi sportivi, incontri internazionali, ecc.) che abbiamo potuto osservare da vicino nel territorio aquilano con gli interventi post terremoto.

Fabio Pelini, Segretario Provinciale PRC L’Aquila
Francesco Marola, Giovani Comunisti (PRC) L’Aquila

giovedì 14 gennaio 2010

Terremoto di Haiti. Sosteniamo i soccorsi di Medici Senza Frontiere


Per l'emergenza umanitaria del terremoto di Haiti sosteniamo l'azione di Medici Senza Frontiere inviando una donazione:

* carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
* bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000
* conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti
* on line sul sito di MSF


da Liberazione 14/01

Intervista a Kostas Moschochoritis, direttore generale della sezione italiana di Medici Senza Frontiere

di Matteo Alviti

«Stefano ci ha detto di aver visto un numero incredibile di cadaveri per le strade». Kostas Moschochoritis, direttore generale della sezione italiana di Medici senza frontiere , nonostante le difficoltà è costantemente in contatto, via satellite, con la capitale haitiana sconvolta dal sisma di martedì. Stefano di cognome si chiama Zannini, ed è uno dei coordinatori a capo della missione di Haiti, dove già dal 1991 Msf offre soccorso medico gratuito - in un paese dove la sanità si paga e un cesareo d'urgenza può costare 300 dollari. L'Ong, Nobel per la pace nel 1999, opera con il suo personale in oltre 60 paesi ed è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Fino a due giorni fa a Port-au-Prince Msf gestiva tre strutture, il centro traumatologico di Trinité, un ospedale materno-infantile e un pronto soccorso nello slum di Martissant, uno dei quartieri più poveri della città. Non è la prima volta che l'ong interviene in zone colpite da grandi sismi. «L'anno scorso abbiamo portato aiuto sull'isola di Sumatra e nel 2005 eravamo nel Kashmir pakistano a curare le vittime del terremoto», ricorda Moschochoritis. «Abbiamo maturato una certa esperienza».

Prima di tutto, qual è la situazione che vi siete trovati di fronte il giorno dopo il sisma?
Grazie ai nostri operatori in loco, che si sono mossi subito per le strade della capitale Port-au-Prince, con il passare delle ore abbiamo disegnato un quadro via via più preciso della situazione sanitaria drammatica che sta vivendo Haiti. Le nostre strutture, due ospedali e un centro di primo soccorso, sono inagibili: l'ospedale della Trinité è completamente distrutto, mentre gli altri due impianti sono fuori uso. Questo è il vero problema, che non riguarda solo le nostre strutture: gli ospedali e i centri medici sono quasi tutti fuori uso».

Come accogliete i feriti, allora?
Abbiamo allestito delle tende nei cortili dei due centri medici non totalmente crollati, dove garantiamo le prime cure ai numerosi feriti che continuano ad arrivare nonostante le strutture siano inagibili. Abbiamo inoltre iniziato a curare alcune persone nelle stanze e nei corridoi dei nostri uffici, come si usa fare in situazioni di grande emergenza. Per ora stiamo andando avanti con gli stock di riserva accumulati nella capitale haitiana. Ma finiranno presto. A breve, probabilmente oggi stesso (ieri, ndr), partirà altro materiale medico dagli Usa, dal Canada e anche da Panama, dove Msf ha una base logistica per le emergenze. Abbiamo spedito un ospedale da campo con 100 posti letto per accogliere i tanti feriti, sette tende per i ricoveri e un'unità chirurgica gonfiabile con due sale operatorie - tra l'altro prodotta in Italia».

Su quanto personale potete contare ad Haiti?
Impossibile dirlo ora con precisione: prima del sisma con Msf lavoravano 800 persone, in gran parte haitiani. Non sappiamo quante di queste siano ferite. Molti stanno cercando i parenti dispersi. Comunque nei prossimi giorni altri 70 operatori umanitari raggiungeranno Port-au-Prince per portare il loro contributo».

Che tipo di interventi medici sono più richiesti in situazioni simili?
Ci sono molte fratture da comporre, ovviamente, poi sindromi da schiacciamento. Ma stiamo trattando anche tanta gente bruciata, con ustioni gravi, perché gli haitiani usano bombole a gas per cucinare, che con il collasso degli edifici sono esplose, incendiando quello che c'era intorno. E' poi molto importante che i feriti, dopo essere stati estratti dalle macerie, siano sottoposti a dialisi per 24-48 ore: la sindrome da schiacciamento spesso provoca insufficienza renale che può causare la morte dei pazienti tratti in salvo. Per questo stiamo inviando anche macchine per la dialisi e medici nefrologi .
Nelle ore successive al sisma Msf ha preso in cura più di mille persone e ha subito iniziato una raccolta fondi per finanziare gli interventi. Normalmente non apriamo sottoscrizioni in così breve tempo, perché prima cerchiamo di raggiungere le zone colpite da catastrofi per capire cosa serve - ci confida Moschochoritis concludendo - «Questa volta la situazione è diversa: sappiamo che le nostre strutture sono distrutte e i nostri operatori locali ci hanno aiutato a capire cosa sarebbe servito».

Comunicato degli studenti residenti Reiss Romoli


"Noi studenti residenti presso la residenza universitaria Reiss Romoli rendiamo noto che in data odierna abbiamo tenuto un presidio presso il rettorato dell’Ateneo dell’Aquila per ottenere un incontro con i rappresentanti di Università e Adsu, al fine di trovare una soluzione ai problemi riscontrati nella residenza, dei quali ci eravamo lamentati già in precedenza con lettere e comunicati ufficiali.

Inizialmente il direttore amministrativo dell’Università dott. Filippo Del Vecchio non era propenso a concederci un incontro, arrivando anche a chiamare le forze dell’ordine e ribadendo più volte che il solo nostro interlocutore è l’Adsu. Solo grazie alle nostre insistenze il direttore amministrativo si è convinto ad organizzare un incontro con noi, l’architetto Francesco D’Ascanio commissario dell’Adsu e il Magnifico Rettore Ferdinando Di Orio. L’incontro si è tenuto presso l’auditorium della scuola G. Reiss Romoli. L’università ha chiarito la sua posizione di estraneità nella gestione degli alloggi, sottolineando che da parte loro è stato fatto il massimo per gli studenti. Inoltre il direttore amministrativo e il Rettore hanno dato il nulla osta all’Adsu per la gestione dei locali mensa e lavanderia all’interno della Reiss Romoli. L’Adsu dal canto suo, prendendo atto di quanto riferito dall’Ateneo, si è impegnata a risolvere le nostre problematiche dandoci come scadenze le seguenti date: quindici giorni per la riattivazione delle cucine della mensa di Roio (Aq), una settimana per la predisposizione del locale lavanderia e uno/due giorni per la modifica parziale dell’articolo 13 del regolamento interno alla struttura, che ad oggi impedisce l'accesso agli esterni e impone il coprifuoco serale. L’Adsu ci ha inoltre informato delle altre iniziative che sta intraprendendo per risolvere le problematiche di tutti gli studenti dell’Ateneo quali ulteriori alloggi e mense.

Siamo rammaricati dei disagi da noi procurati ai lavoratori (alcuni di loro hanno anche sostenuto la nostra protesta), ma era necessario ottenere un incontro che avevamo richiesto già da molto tempo, senza essere presi seriamente in considerazione.

14/01/10
Studenti residenti Reiss Romoli"

Ricordiamo le rivendicazioni degli studenti:

1) L'attivazione di un servizio mensa all'interno del complesso (il cibo viene ad oggi cucinato ad oltre 100 km e giunge in condizioni pessime, qualitative e igieniche)

2) La predisposizione del locale lavanderia, oggi inutilizzabile

3) La modifica del coprifuoco e del divieto di accesso di esterni ai locali dei residenti (art. 13 del regolamento)